Il Segreto per essere davvero Felice!

Il Segreto per essere davvero Felice!

Quando hai impiegato diversi anni a cercare la felicità, ne hai fatto una passione e guadagni aiutando i tuoi clienti a raggiungerla, devi esserti fatto un’idea più che chiara su quali siano gli ingredienti di questa ricetta.

Si perchè i consigli su come farsi “meno male”  o “scamparla” funzionano fino ad un certo punto, dopo quel punto o conosci la strada oppure devi “accontentarti”.
E accontentarsi, che altrimenti è anche una dote, quando si parla di felicità risulta sempre frustrante.

Così negli anni la domanda che mi ha accompagnato senza darmi mai tregua è stata proprio questa: esiste un Segreto per essere Felici? Un qualche aspetto che da solo ci restituisca la felicità?

Si nasconde dentro di noi

Dopo ormai quasi 20 anni di ricerca e dopo averlo sottoposto più volte a verifiche, ma soprattutto dopo aver ridimensionato miti come il denaro e la posizione sociale (importanti ma non indispensabili) posso dire di aver riconosciuto e compreso il segreto unico della felicità!

Non è uno di quei segreti che basta conoscerlo perchè produca degli effetti, è piuttosto una direzione, un luogo da raggiungere… Sapere dove si trova e conoscere la strada per raggiungerlo, questo  si che può cambiarti la vita per sempre!

In questo luogo troverai quella felicità che dipende dal tuo naturale stato interiore e non da una qualunque causa esterna.

Curioso?

Manca poco, poche righe e saprai il nome di questo luogo… Preparati però ad arricchire il senso della parola che sto per dirti, perchè quella parola per te, probabilmente, ha già un significato e di primo acchito potrebbe sembrarti banale… In realtà il suo significato psicologico ed emotivo è tutt’altro che banale…

La parola, il luogo, il segreto di cui ti sto parlando è: il bambino o la bambina che è in TE.

Una condizione Naturale, del tutto o in parte dimenticata

Naturalmente non mi riferisco all’età anagrafica, tornare indietro di 30 o 40 anni non cambierebbe molto se non per l’illusione di credere che non rifaremmo gli stessi errori.

Mi riferisco al recupero di quel potenziale innato che in un bambino già di 2 o 3 anni puoi riconoscere subito… Sicurezza in sè stesso, desiderio, fiducia, ricchezza emotiva e amabilità.

Un bambino è libero, non ama le restrizioni, desidera e chiede senza timore fiducioso nel fatto che i suoi desideri meritino di essere realizzati!

Ama scoprire non ha pregiudizi e trova il lato giocoso anche nelle questioni per lui più impegnative.

Non sente ancora dentro di sé la vocina della paura, non si arrovella in mille pensieri per capire se qualcosa gli piaccia oppure no… Un bambino sente e sa esattamente cosa lo fa stare bene e cosa no, è sicuro di sè!

Un bambino vive nel presente ed esplora ciò che lo circonda con lo spirito di Indiana Jones, è sincero!

Sa perdonare e non porta rancore… Non dissolve piacere e vitalità nel rimpianto e nel rimorso, lascia scorrere il passato e accoglie il futuro con fiducia.

Il sentiero per tornare a sè

Bene, ognuno di noi anche se non lo ricorda è stato così, almeno per qualche mese e per i più fortunati per qualche anno, qualcun’altro è riuscito addirittura a portare con sé, crescendo, parte di queste caratteristiche…

Infatti in ognuno di noi esiste una memoria inconscia di quella condizione, anche se sepolta sotto strati e strati di delusioni, sofferenze, regole e doveri.

Nel percorso di maturazione c’è un momento in cui la strada smette di proseguire in avanti e ci obbliga a tornare indietro, dentro, per recuperare, ormai cresciuti e pronti a farlo, l’essenza di quel bambino che avevamo perso strada facendo.

Il recupero di quel potenziale è possibile, può e deve avvenire gradualmente in un processo che prende velocità col passare degli strati (anche e soprattutto corporei) e del tempo restituendo di volta in volta tesori inaspettati.

Per ognuno può avvenire in momenti diversi della vita, molto dipende da quanto presto si è dovuto cominciare a “crescere” e a quanto di quell’essenza abbiamo dovuto rinunciare.

L’Adulto riscopre il Bambino

Per fare questo è importante rieducarci come adulti e imparare a conoscerci e ad accettarci. Questo atteggiamento giunge a quel nucleo profondo (il bambino) come un’irresistibile canzoncina che lo spinge a risvegliarsi poco a poco.

È una dinamica di graduale e progressiva riscoperta e integrazione di quelle parti così preziose di noi che poco a poco ci migliorano come adulti restituendoci autostima e potere personale.

Attraversa corpo mente ed emozioni… La postura e il movimento sono i primi a raccontare quanto ci siamo allontanati da quel nucleo.

Se all’inizio il ricercatore è un adulto e il tesoro nascosto (il bambino) è l’oggetto di interesse, col tempo avverrà una magia l’adulto tornerà a guardare con gli occhi e il coraggio del bambino.

Questa ricetta esplosiva: un adulto che integra completamente il suo bambino o un bambino che sa essere adulto è la condizione più potente che si possa raggiungere e conduce direttamente al successo, alla felicità e al piacere.

Non è sufficiente nè il solo adulto né tantomeno il solo bambino ma l’unione di entrambi!

L’infelicità non è quasi mai frutto di ciò che ci circonda, ma del profondo senso di incompletezza in cui viviamo. Recuperare il bambino è come riempire nuovamente una brocca fino a farla traboccare di gioia ed entusiasmo.

La Felicità che ne deriva ha il sapore dell’armonia dell’equilibrio e della pienezza!

Una conoscenza vecchia di 2000 anni

Se questo articolo non è bastato a incuriosirti c’è un tale prima di me che più di altri ne ha parlato…

Non sono un credente, nel senso tradizionale del termine ma rileggendo i testi “sacri” non posso che convenire sul fatto che chi li ha scritti ne sapesse un bel pò dell’essere umano.

Quelle che seguono sono 2 delle frasi di Gesù più importanti:

Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso.”

Marco 10, 13-16

“In verità io vi dico, se non vi convertirete e non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli.

Matteo 18, 1-5

Entrambe frasi rivolte evidentemente a degli adulti oramai troppo adulti e troppo poco bambini.

Che quel paradiso, come ci tiene a sottolineare anche il Vangelo, non sia già qui ad aspettarci?

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A presto…

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